Le elezioni politiche appena concluse decretano, a mio avviso, la fine della Sinistra italiana per come l’abbiamo conosciuta finora.
Dalla fine del XIX secolo a queste elezioni, si può individuare un filo comune che lega Turati a D’Alema, Matteotti a Boselli, Berlinguer a Fassino, la Settimana Rossa al “movimento dei movimenti”, Di Vittorio a Cofferati e via dicendo. Dal fenomeno storico della nascita del movimento operaio si sono succeduti una serie di eventi e trasformazioni che hanno segnato nel corso dei decenni l’evoluzione di quella che chiamiamo Sinistra italiana: la nascita del Partito Socialista, il prevalere del fronte del No alla Guerra del 1915-’18 all’interno dello stesso partito, la nascita del PCd’I con la scissione di Livorno nel ‘21, la partecipazione delle sinistre alla costruzione dell’Italia Repubblicana e successivamente il PSI al Governo, il compromesso storico, il craxismo, la nascita del PDS, il movimento No Global.
Alla luce di quanto avvenuto negli ultimi anni e in particolare durante questa campagna elettorale, (e tenendo conto del suo esito), mi sembra che si debba riconoscere che quel mondo è morto, non c’è più. La storia della Sinistra italiana è giunta al suo epilogo. Propongo quindi, data l’onorabilità del defunto e della storia che si lascia alle spalle, di celebrare anche i suoi funerali con adeguata solennità. Sarebbe un insulto verso la stessa Sinistra italiana, a mio modo di vedere, minimizzare quello che è avvenuto, dicendo per esempio che il morto non è morto, che è solo terribilmente stanco e malato, ma che presto si riavrà.
Perchè arrivo a dire questo? In che senso è morta la Sinistra in Italia? Ho pochi argomenti, ma spero che siano validi.
1)la Sinistra italiana (Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Socialisti, Comunisti italiani, Sinistra democratica ecc.) non sono più il punto di riferimento politico della classe operaia, dei sindacati, dei ceti meno abbienti e di quel ceto di professionisti aperti al cambiamento e protagonisti dello sviluppo economico e sociale. Appare quindi attualmente priva di una vera base elettorale, che le dia legittimità e forza per fare proposte audaci e lotte coraggiose nel vasto campo della politica e della società.
2)la classe dirigente dei vari partiti che la costituiscono e la maggior parte di coloro che sono culturalmente legati alla sua tradizione hanno perso da alcuni anni la capacità di capire veramente il nostro Paese e i cambiamenti che stanno avvenendo in tutto il mondo a livello economico e civile. Gli italiani non riconoscono più nella classe dirigente di sinistra una forza per il cambiamento, ma un ceto di politici di professione che ha trovato un posto sicuro nelle viscere della macchina statale.
3)la Sinistra non ha mai affrontato veramente il crollo dell’ideale del socialismo reale. Questa è stata forse la colpa più grave: non avere avuto il coraggio di affrontare sé stessi. Nel contesto di un vuoto ideale, la Sinistra si è lasciata traghettare per inerzia verso il piccolo porto sicuro degli ideali individualistici, portando il liberalismo alle sue estreme conseguenze morali. Ha così perso la capacità di dare risposte adeguate alle domande dell’uomo moderno, poichè ha rinunciato a ri-imparare a conoscerlo.
Emilio Manfredi