Personali impressioni post-elettorali

Ex-post è tutto più facile. L’incertezza dei sondaggi, le suggestioni e le illusioni sollevate dai dibattiti e dalla propaganda elettorale si dissolvono in numeri e nomi degli eletti. Certo, non ci si può aspettare di diventare improvvisamente obiettivi perché il risultato brucia agli uni e esalta gli altri. Per quanto possibile al di là di questo, le mie considerazioni sono le seguenti:

  • Il prossimo governo avrà il potere di far approvare il programma senza tanti intoppi. I gruppi parlamentari saranno pochi, i presidenti saranno di maggioranza, l’unico nanetto di centrodestra, l’MPA, non sarà l’ago della bilancia. L’unico rischio è la Lega, ma non credo che intralcerà il Cavaliere una volta ottenuto il federalismo fiscale. Spero vivamente che sappiano rispondere, magari con criteri che non condivido, ai problemi di questo Paese. Non è più tempo di immobilismo o mezze misure.
  • La legge elettorale siffatta, per gli amici Porcellum, ha prodotto malgrado se stessa il Parlamento di cui sopra. Berlusconi non avrà nessuna intenzione di cambiarla, il Referendum dell’anno prossimo finirà in nulla perché nessuno si ricorderà più del dibattito di quest’inverno e i problemi saranno ben altri. Intanto il dato è che ci sono milioni di persone, il conto esatto ve lo farò avere, che sono andati alle urne, hanno votato una lista valida e legittima e non hanno alcuna rappresentanza in Parlamento. E visto che la rappresentatività è il sale della democrazia, questo non mi piace. Sono voti di elettori ignorati in nome della governabilità.
  • Il Partito Democratico ha visto l’inequivocabile sconfitta della strategia di rischio su cui aveva convintamente puntato. Tralasciando gli esiti del probabile processo interno che faranno a Veltroni e al suo entourage per come ha condotto la campagna elettorale, si aprono una serie di scelte fondamentali per il futuro del partito: collocazione definitiva in un gruppo parlamentare europeo, rappresentatività di una parte delle istanze della sinistra ormai extraparlamentare, approccio alle riforme propositivo (governo ombra?), collaborativo o di opposizione. Le elezioni europee non sono poi tanto distanti e qualche giunta regionale potrebbe essere rinnovata prima della scadenza naturale.
  • La velocità di spoglio delle schede e di comunicazione dei risultati è stata efficiente e trasparente. Nonostante ogni forma di voto o scrutinio elettronico fossero stati aboliti e le misure di controllo fossero rafforzate, i dati del Viminale sono arrivati cinque ore prima rispetto a due anni fa. E non sono stati riportati casi di irregolarità, dettagli irrilevanti a parte, grazie a verbali semplificati, rappresentati di lista ben organizzati e informati. L’ennesima dimostrazione che il voto elettronico non serve ed è un inutile grave rischio alla rappresentazione della volontà popolare.

Non credo seguiranno altri post così smaccatamente politici. Ci sono altri dossier molto più interessanti e importanti di cui discutere. In ogni caso, se qualcuno ha una piccata replica alle mie considerazioni da sottopormi sarò lieto di pubblicarla.

1 Risposta a “Personali impressioni post-elettorali”


  1. 1 giovanniovi 17 Aprile 2008 alle 12:13 pm

    Non direi che l’approccio del Pd a questa campagna elettorale sia stato contrassegnato da una “strategia del rischio”, ma bensì che si sia distinto come un valido investimento ( caratterizzato dal rischio, ma ampiamente giustificato) che non poteva di certo portare alla vittoria immediata.
    Veltroni ha pagato tutto in un colpo il ritardo accumulatosi nel passaggio da formazioni partitiche, Ds e Margherita, ancora troppo vincolate ai residui resti del Pci, a un nuovo moderno contenitore europeo.
    I risultati della Sinistra Arcobaleno mostrano che, anche a casa loro, tale transizione è in pieno divenire; è lontana dall’essere stata escogitata una proposta politica efficace e concreta, soprattutto se il radicamento territoriale – periferico – capillare prende il sopravvento su quello ideologico – centrale – accentratore.
    Inoltre, al mutamento della situazione nel centro sinistra si somma e si sovrappone il cambiamento da un sistema multipartitico a uno bipartitico, dovuto in larga misura proprio all’azione del Pd; poiché si tratta proprio di una fisiologica trasformazione avvenuta senza l’intervento artificiale di un referendum, ecco che la mancata rappresentatività in Parlamento di milioni di voti assume il carattere di dazio: certo a favore di una maggiore governabilità, ma soprattutto con lo scopo di concentrare le esigenze della quasi totalità dei cittadini in sole due opposte formazioni.

    Dunque hai ragione sull’importanza del ruolo che dovrà assumere il Partito Democratico: se sarà in grado di far propri i desideri specifici della Sinistra, ecco che due grandi Partiti potrebbero essere la giusta soluzione; in caso contrario, è inevitabile che la legge elettorale vada modificata.

    Giovanni Ovi


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Ovvero come uccidere Luigi XIV

di Alessandro Capocaccia

Benvenuti a Versailles, cari ospiti. Vi aggirate per i corridoi, trovate la strada per il grande appartamento del Re. Passate per le sale delle divinità. Marte, Venere, arrivate alla sala d'Apollo. La stanza del trono. Ma è notte, il Re dorme. O starà fingendo anche stavolta?

Benvenuti nel sito de "Il Frondista", cari ospiti. Avete scelto l'arma del delitto, come recita il primo editoriale del numero zero.

Ho tratto spunto da quell'editoriale, cui rimando, per darvi il primo assaggio di cosa troverete aggregandovi, magari temporaneamente, magari, chissà, per qualcosa di più, alla fronda, vero terrore del pensiero dominante e dominatore. Nessuna vocazione antipolitica, nessuna vocazione rivoluzionaria, vi avverto; distruggere è facile, costruire, è lì il difficile.

Partendo da un giornale distribuito in un'università romana, studenti di scienze politiche (et similia) ambiziosi, sperano di poter fare qualcosa per smuovere un po' delle acque sonnolente. Politica, cultura, società chiamatela come volete, quest' acqua. Se condividete il nostro fine siete più che benvenuti, siete pronti per il delitto del secolo. Altrimenti, fingere di dormire, stavolta, non vi salverà.

21/11/2007

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