Visto che il mondo sta prendendo una direzione delirante,
è il caso di assumere un punto di vista delirante
Jean Baudrillard-1929
Da sempre amiamo definirci utopisti. Noi, giovani, ne abbiamo credute di tutte i colori. Abbiamo creduto alla dittatura del proletariato e al mito americano, a Dio- patria- e- famiglia come valori eterni e alla libertà conquistata a colpi di reggiseni bruciati in piazza. Poi, un bel giorno, c’hanno detto che la rivoluzione era finita, che era stato un errore delirante. Che si chiudevano i battenti e potevamo pure scordarci libretti rossi e neri. Grazie, ma ci eravamo già arrivato da soli. E da tempo. Mentre voi giocavate a fare a volte gli incendiari a volte i pompieri, noi eravamo già da un pezzo sulla strada della ragione. E all’incrocio fra rivoluzione e conservatorismo, non abbiamo avuto dubbi di sorta. Abbiamo però imboccato la strada della rivoluzione nel senso di marcia corretto. Quello del libero arbitrio. E mentre scarrozzavamo in lungo e in largo, abbiamo girato lo sguardo alla nostra destra e abbiamo visto la strada della responsabilità scorrere veloce al nostro fianco. E lungo il percorso abbiamo compreso che non c’è libero arbitrio senza senso di responsabilità.
Così, deliranti utopisti, abbiamo fatto il passo inevitabile: assecondare la lenta persuasione che la ragione con i suoi finiti mezzi esercita su di noi. Ecco allora giunto il compito di affascinarvi. Non arduo, a dir la verità, dato che questa volta non sarà necessaria la coperta troppo corta della retorica affabulatrice che tutto descrive e nulla spiega. Sono i fatti, i dati e le statistiche che sorreggono le nostre teorie sul mondo, che seppur fallibili, ci sembrano meritare un po’ della vostra attenzione.
Da buon utopisti deliranti crediamo, senza retorica, che un mondo migliore sia possibile. Ma illuminati dalla ragione che a suo tempo c’ha già persuasi, non staremo certo aspettare che giunga per necessità storica. Per questo, lasciando da parte la falsa modestia che non appartiene certo a giovani genuini come noi, scopriamo subito le nostre carte. Le nostre finalità sono banali quanto deliranti: vorremmo contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici che osserviamo avvenire da decenni. Questo vuol dire promuovere una forma di partecipazione responsabile al mondo globale. Partecipazione dovuta visto la nostra fiducia nelle potenzialità uniche della globalizzazione come spontanea tendenza umana; responsabile, perché non pensiamo affatto che la libertà di coscienza significhi libertà di non aver coscienza. Perché crediamo, come recitava nel 1987 il Rapporto Brundland della Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo delle Nazioni Unite, che lo sviluppo sostenibile è “uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i proprio bisogni”.
Quindi, ci impegniamo con voi per una maggiore sobrietà nei consumi. Che non significa certo alcuna inquisitoria morale sul comportamento individuale. Ma la sensata convinzione che con la collaborazione di tutti, università compresa, piccoli ma al tempo stesso grandi risultati possono essere conseguiti. Come una efficiente raccolta differenziata, che coinvolga noi studenti quanto il personale universitario. Come una efficienza dei consumi che miri a investire nelle fonti rinnovabili. Come la promozione di stili di vita sostenibili che sottolineino quanto il progresso non vada sempre e per forza di pari passo con la crescita economica.
Dunque, offriamo una ottimistica possibilità a chi vive e condivide con noi l’università ed i suoi spazi. Quella di vivere e condividere secondo assoluto libero arbitrio e rigoroso senso di responsabilità, appunto. La possibilità di essere parte attiva di un “fare” ambizioso e delirante che solo dei giovani utopisti come noi è proprio. Possibilità che, ne siamo certi, non sarà lasciata cadere nel vuoto dagli studenti delle scienze sociali della Luiss Guido Carli. Non crediamo potranno rinunciare ad essere veramente giovani, e dunque utopisti e deliranti, proprio ora che il mondo sta prendendo una direzione decisamente delirante.
Tommaso Jacopo Ulissi

