Will they win or do better ?

Solo un simpatico modo per commentare l’essere sionista del frondista Capocaccia, anche se personalmente non riuscirei a definirmi tale con la stessa sicurezza e “fierezza” d’animo!

Nonostante non condivida affatto le posizioni di quanti esprimono il proprio sostegno, spesso in modo inammissibile ed inconcepibile in una società civile, a favore delle pretese e dei metodi poco diplomatici e poco pacifici degli arabi palestinesi, non posso non considerare gli eccidi, i crimini, le guerre civili che in questi sessant’anni e più hanno lacerato, insanguinato e caricato di odio reciproco ben due popoli.

Nel riconoscere ad Israele il diritto, legittimo e doveroso, ad esistere bisognava considerare il peso dei disastrosi eventi che dal ‘35 al ‘39, durante il mandato britannico, avevano già scosso la Palestina (alludo alla Grande rivolta araba), configurandosi, ahimè, come i primi di una lunga serie. Senza dimenticare poi il massacro di Deir Yassin, avvenuto il 9 aprile del ‘48 ad opera dei membri dell’Irgun, ferventi sionisti guidati dal futuro primo ministro Begin, e della Banda Stern, ben sei settimane prima che venisse proclamato lo Stato di Israele. Da allora si sono succedute inutili stragi, insurrezioni, rivolte, eccidi che probabilmente potevano essere evitate se si fosse agito diversamente, se le grandi potenze internazionali non avessero accelerato ed “imposto” la formazione di un nuovo Stato sul territorio palestinese, magari concepito, in parte, come una sorta di doveroso “risarcimento danni” per i tragici e fatali errori (leggi: crimini) commessi durante la seconda guerra mondiale (alludo, naturalmente, allo sterminio di 6 milioni di ebrei).

Auguro ad Israele, per questi sessant’anni una profonda e rinnovata maturità, che gli consenta di rimediare, almeno in parte, agli errori commessi nel corso del tempo dal suo popolo, e di non commetterne di nuovi.

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Ovvero come uccidere Luigi XIV

di Alessandro Capocaccia

Benvenuti a Versailles, cari ospiti. Vi aggirate per i corridoi, trovate la strada per il grande appartamento del Re. Passate per le sale delle divinità. Marte, Venere, arrivate alla sala d'Apollo. La stanza del trono. Ma è notte, il Re dorme. O starà fingendo anche stavolta?

Benvenuti nel sito de "Il Frondista", cari ospiti. Avete scelto l'arma del delitto, come recita il primo editoriale del numero zero.

Ho tratto spunto da quell'editoriale, cui rimando, per darvi il primo assaggio di cosa troverete aggregandovi, magari temporaneamente, magari, chissà, per qualcosa di più, alla fronda, vero terrore del pensiero dominante e dominatore. Nessuna vocazione antipolitica, nessuna vocazione rivoluzionaria, vi avverto; distruggere è facile, costruire, è lì il difficile.

Partendo da un giornale distribuito in un'università romana, studenti di scienze politiche (et similia) ambiziosi, sperano di poter fare qualcosa per smuovere un po' delle acque sonnolente. Politica, cultura, società chiamatela come volete, quest' acqua. Se condividete il nostro fine siete più che benvenuti, siete pronti per il delitto del secolo. Altrimenti, fingere di dormire, stavolta, non vi salverà.

21/11/2007

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