Archivio per Giugno 2009

It also has not escaped my attention that when you need their help, nobody at the NHS asks you who you are, what are your rights, where are you from, are you in the country legally or anything of that nature. All they need to know is that you are a human being in need.

Questa giornalista inglese ha rischiato un arresto cardiocircolatorio, ma è stata presa in tempo malgrado la scarsa collaborazione dei passanti. Le le è venuto in mente anche questo un motivo ci sarà pure.

In risposta a chi vota NO e affini

Io voto sì anche se la legge risultante non mi piace, perché priva di preferenze. Ma visto che introdurle tramite referendum è impossibile perché contro Costituzione (in referendum è solo abrogativo o al limite modificativo) la speranza è di scardinare la legge attuale, nel frattanto introducendo una norma come la candidatura in una sola circoscrizione. L’obiettivo, peraltro ovvio a tutti un anno e mezzo fa prima che il referendum fosse rimandato causa elezioni politiche, è di obbligare il Parlamento a scrivere una nuova legge elettorale, meno porcata di quella attuale, perché quella che ne salta fuori non piace a nessun partito e soprattutto non piace né alla Lega né all’Italia dei Valori che sono le forze in ascesa in questo momento. Al contrario la legge attuale piace circa a tutti i partiti perché permette alle dirigenze di comandare a bacchetta i propri quadri ed elettori e ai partiti piccoli di ricattare le coalizioni. Rifiutando la scheda-stando a casa-votando no (che nella pratica hanno lo stesso effetto) si legittima questa situazione. E state certi che più di un beota politico/commentatore dirà “il popolo sovrano ha confermato questa legge e quindi nessuno è legittimato a cambiarla”, come se avessero rispettato gli altri. E non uso il periodo ipotetico perché sono sicuro che la legge rimarrà come tale, perché non si raggiungerà mai il quorum.

Ma mettiamo anche che il referendum passi. Per quanto riguarda il rischio 10% voti – 54% dei seggi è ininfluente, visto che non viviamo nel mondo della teoria ma in quello reale quindi è ovvio che i partiti si aggregherebbero il più possibile sul modello bipolare obbligando chi vuole vincere a stare intorno al 50%. E ricordatevi che oggi in Parlamento ci sono pochi gruppi solo per la scelta di Veltroni, ma nulla vieta che alle prossime politiche si torni al traballante modello 2006.
Poi, sempre nella pratica, questa aggregazione potrebbe avere dei benefici effetti sulla pulizia di PDL e PD, perché obbligherebbe a concordare le candidature rispettivamente con Lega Nord e Italia dei Valori (l’assunto è che siano più puliti dei loro alleati, cosa che si può discutere, ma a naso mi pare sia così).
L’aggregazione bipolare conseguentemente annulla il rischio cambiamento Costituzione perché non c’è una lista del 10% di cui approfittare e quindi bisogna parlare con il partito (si spera uno) di opposizione (ergo, ancora più difficile cambiare la Costituzione). Poi possiamo spendere altre pagine di menate sui benefici effetti del bipolarismo ma qui lascio volentieri la palla a Sartori&Co.
Ah, se volete votare solo per il terzo quesito non fatevi problemi, perché all’ufficio di seggio non cambia praticamente niente, deve solo fare una righina su una tabella di conteggio. Non esiste nel verbale la pagina “il signor TAL DEI TALI si è rifiutato di ricevere la scheda 1 e 2 pertanto ha votato soltanto per il quesito 3″. E lo dico da segretario di seggio.
Ma mettiamo anche che il referendum passi. Per quanto riguarda il rischio 10% voti – 54% dei seggi è ininfluente, visto che non viviamo nel mondo della teoria ma in quello reale quindi è ovvio che i partiti si aggregherebbero il più possibile sul modello bipolare obbligando chi vuole vincere a stare intorno al 50%. E ricordatevi che oggi in Parlamento ci sono pochi gruppi solo per la scelta di Veltroni, ma nulla vieta che alle prossime politiche si torni al traballante modello 2006.
Poi, sempre nella pratica, questa aggregazione potrebbe avere dei benefici effetti sulla pulizia di PDL e PD, perché obbligherebbe a concordare le candidature rispettivamente con Lega Nord e Italia dei Valori (l’assunto è che siano più puliti dei loro alleati, cosa che si può discutere, ma a naso mi pare sia così).
L’aggregazione bipolare conseguentemente annulla il rischio cambiamento Costituzione perché non c’è una lista del 10% di cui approfittare e quindi bisogna parlare con il partito (si spera uno) di opposizione (anzi, ancora più difficile cambiare la Costituzione). Poi possiamo spendere altre pagine di menate sui benefici effetti del bipolarismo ma qui lascio volentieri la palla a Sartori&Co.

Le vite degli altri

Come gli apparatčiki in Unione Sovietica ricevevano qualche “conforto” da chi faceva affari con loro, in Italia, in cui da anni è in corso la gloriosa rivoluzione liberale del caro leader Silvio Berlusconi, chi opera in sanità ricompensa il premier con intrattenimento “in prestazione d’immagine” a sue spese.

E’ d’obbligo l’adagio ormai usuale: “All’estero si sarebbe dovuto dimettere immediatamente.”. E invece da noi la televisione tace, qualche giornale riprende la notizia timoroso, tanti altri denuciano come mandante D’Alema (ma per favore…).

Il nostro Presidente del Consiglio va con le escort, piazza le ragazze nelle fiction e poi le candida al Parlamento. Finirà che rimpiangeremo l’Italia del pre-Tangentopoli.

Viva La Repubblica (in entrambi i sensi)!

Noi quando?

Dopo aver speso oltre 66 miliardi di euro (dati ufficiali 2006) sui collegamenti Alta Velocità tra le principali città, con treni che ancora arrivano in ritardo di mezz’ora all’andata e un’ora al ritorno (provato ieri) su linee largamente sottoutilizzate, mentre i nostri italiani all’estero ci raccontano come Giappone e Spagna fanno un servizio fantastico, i cari e vecchi inglesi, tanto ridicolizzati per aver letteralmente sfasciato il monopolio pubblico, scorporato i binari dai treni e messo questi ultimi in concorrenza, hanno fatto questo.
Significa servizio per pendolari, facendo correre treni a 220 km/h, che in Europa continentale non sarebbero manco considerati “Alta Velocità” perché non vanno a 300 km/h sul Channel Link, l’unica linea AV che hanno, pagata dallo Stato per risollevare il gigantesco buco nell’acqua (sic) dell’Eurotunnel. Un fallimento paragonabile al nostro italiano, peccato che il contribuente non ci abbia perso un penny. Noi italiani abbiamo molta più linea pronta per treni come questi, largamente deserta, tessuto urbano forse più favorevole, servizio pendolari ordini di grandezza più disastrato.

Moretti, a quando un pensierino?

Uno a zero

Ieri sera l’Italia ha perso la partita contro l’Egitto. Dopo un buon quarto d’ora di macchine gioiosamente strombazzanti allo stile italiano, sotto casa mia è comparso un corteo di egiziani, un centinaio di persone, qualcuno in auto qualcuno in bici, che festeggiavano allegri diretti verso il centro, gridando a ritmo “Egitto!” (o almeno è quello che ho potuto capire). Erano tanti, inaspettati, molto chiassosi, si sono presi anche la piccola libertà di tamburellare sulle auto bloccate dalla loro sfilata, ma è stato bello guardarli passare perché dai loro volti e da come si muovevano era ovvio come si sentissero a casa. Si sentivano liberi di manifestare liberamente la loro gioia, sicuri che tanti non-egiziani (forse non proprio tutti) sarebbero stati contenti di condividere per una sera la loro festa. Sicuri che nessuno li avrebbe fermati o insultati, che nessuna polizia li avrebbe fatti disperdere, che nessuna ronda li avrebbe minacciati.

Per una sera sono scomparse le campagne sulla sicurezza, i respingimenti, i clandestini, i tronfi in camicia verde che urlano contro le moschee e vietano i kebab. Perché era ovvio che l’Italia è anche casa loro.


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