Io voto sì anche se la legge risultante non mi piace, perché priva di preferenze. Ma visto che introdurle tramite referendum è impossibile perché contro Costituzione (in referendum è solo abrogativo o al limite modificativo) la speranza è di scardinare la legge attuale, nel frattanto introducendo una norma come la candidatura in una sola circoscrizione. L’obiettivo, peraltro ovvio a tutti un anno e mezzo fa prima che il referendum fosse rimandato causa elezioni politiche, è di obbligare il Parlamento a scrivere una nuova legge elettorale, meno porcata di quella attuale, perché quella che ne salta fuori non piace a nessun partito e soprattutto non piace né alla Lega né all’Italia dei Valori che sono le forze in ascesa in questo momento. Al contrario la legge attuale piace circa a tutti i partiti perché permette alle dirigenze di comandare a bacchetta i propri quadri ed elettori e ai partiti piccoli di ricattare le coalizioni. Rifiutando la scheda-stando a casa-votando no (che nella pratica hanno lo stesso effetto) si legittima questa situazione. E state certi che più di un beota politico/commentatore dirà “il popolo sovrano ha confermato questa legge e quindi nessuno è legittimato a cambiarla”, come se avessero rispettato gli altri. E non uso il periodo ipotetico perché sono sicuro che la legge rimarrà come tale, perché non si raggiungerà mai il quorum.
Ma mettiamo anche che il referendum passi. Per quanto riguarda il rischio 10% voti – 54% dei seggi è ininfluente, visto che non viviamo nel mondo della teoria ma in quello reale quindi è ovvio che i partiti si aggregherebbero il più possibile sul modello bipolare obbligando chi vuole vincere a stare intorno al 50%. E ricordatevi che oggi in Parlamento ci sono pochi gruppi solo per la scelta di Veltroni, ma nulla vieta che alle prossime politiche si torni al traballante modello 2006.
Poi, sempre nella pratica, questa aggregazione potrebbe avere dei benefici effetti sulla pulizia di PDL e PD, perché obbligherebbe a concordare le candidature rispettivamente con Lega Nord e Italia dei Valori (l’assunto è che siano più puliti dei loro alleati, cosa che si può discutere, ma a naso mi pare sia così).
L’aggregazione bipolare conseguentemente annulla il rischio cambiamento Costituzione perché non c’è una lista del 10% di cui approfittare e quindi bisogna parlare con il partito (si spera uno) di opposizione (ergo, ancora più difficile cambiare la Costituzione). Poi possiamo spendere altre pagine di menate sui benefici effetti del bipolarismo ma qui lascio volentieri la palla a Sartori&Co.
Ah, se volete votare solo per il terzo quesito non fatevi problemi, perché all’ufficio di seggio non cambia praticamente niente, deve solo fare una righina su una tabella di conteggio. Non esiste nel verbale la pagina “il signor TAL DEI TALI si è rifiutato di ricevere la scheda 1 e 2 pertanto ha votato soltanto per il quesito 3″. E lo dico da segretario di seggio.
Ma mettiamo anche che il referendum passi. Per quanto riguarda il rischio 10% voti – 54% dei seggi è ininfluente, visto che non viviamo nel mondo della teoria ma in quello reale quindi è ovvio che i partiti si aggregherebbero il più possibile sul modello bipolare obbligando chi vuole vincere a stare intorno al 50%. E ricordatevi che oggi in Parlamento ci sono pochi gruppi solo per la scelta di Veltroni, ma nulla vieta che alle prossime politiche si torni al traballante modello 2006.
Poi, sempre nella pratica, questa aggregazione potrebbe avere dei benefici effetti sulla pulizia di PDL e PD, perché obbligherebbe a concordare le candidature rispettivamente con Lega Nord e Italia dei Valori (l’assunto è che siano più puliti dei loro alleati, cosa che si può discutere, ma a naso mi pare sia così).
L’aggregazione bipolare conseguentemente annulla il rischio cambiamento Costituzione perché non c’è una lista del 10% di cui approfittare e quindi bisogna parlare con il partito (si spera uno) di opposizione (anzi, ancora più difficile cambiare la Costituzione). Poi possiamo spendere altre pagine di menate sui benefici effetti del bipolarismo ma qui lascio volentieri la palla a Sartori&Co.
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